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La Morte di Carnevale
dal 05-02-2008 - al 05-02-2008
Nel programma di Carnevale a Termini 2008, XXVI edizione, è prevista la rappresentazione de “La Morte di Carnevale”per la serata di Martedì 5 febbraio.
Ricordiamo che la più famosa “Morte di Carnevale” è la commedia in tre atti scritta da Raffaele Viviani, recitata da compagnie teatrali ogni anno in tutta Italia. Ambientata nel primo trentennio del Novecento, la commedia ruota intorno al personaggio principale, Carnevale, soprannome di Pasquale Capozzi. Quest’ultimo è un usuraio detestato da tutto il paese e dalla stessa famiglia. Vecchio e malato, in procinto di morire accanto al capezzale di Carnevale si alternano la serva ‘Ntunetta e il nipote Rafele, entrambi sperano in una ricca eredità. All'apertura del testamento l'amante ed il nipote scoprono che il vecchio non ha lasciato loro nulla, la sostanza accumulata con tante tirchierie è destinata alle opere pie. I due decidono di sposarsi ugualmente: si erano già promessi quando ancora ignoravano la loro sorte, ma al terzo atto, il colpo di scena, giunge un custode del cimitero ad annunciare un caso di morte apparente: il defunto non era morto ed è in attesa di tornarsene a casa!
C’è anche una tipologia diversa di “Morte di carnevale, essa infatti trae le sue radici storiche dalle tradizioni popolari di molte regioni italiane ed in particolare abruzzesi. Il rito di Carnevale Morto si sviluppa essenzialmente in un pubblico processo, si approfitta di fare della satira bonaria su fatti e avvenimenti accaduti a personaggi più o meno in vista e caratteristici del paese, nella struttura è stato sempre lo stesso con strani personaggi: il giudice, la corte, i testimoni e Carnevale che alla fine viene condannato a morte.
Nel testo "Usi abruzzesi" di Antonio De Nino, nel capitolato "Il carnasciale", vengono riportate tracce di un corteo funebre che veniva svolto a Pratola, Sulmona, Pettorano, Lanciano e Guardiagrele. In esso Antonio De Nino ci riferisce che il Martedì grasso "...verso le due o tre pomeridiane esce una mascherata che gira fino a dopo la mezzanotte, porta in cima ad una pertica un bamboccio di paglia che rappresenta Carnevale. La sera quattro mascherati tengono ai pizzi una coltre od un lenzuolo, l'allargano e vi fanno cadere Carnevale e così lo seguitano a portare in giro, tutti piangendo con finzione e sonando padelle e campanacci. - Carnevale vuol morire! Chiamate il prete! - Ecco pulcinella che si scioglie il cingolo della camicia che arieggia perciò un camice e si mette un cappello da prete, raccomandando l'anima a Carnevale. Sbucano anche dei mascherati vestiti da donne in gramaglia. Si fa inoltre un Carnevale di cartone portato da quattro becchini con pipe in bocca e fiasche di vino a tracolla. Innanzi va la moglie di Carnevale, vestita a lutto e piange e, piangendo, ne dice delle grosse! Ogni tanto la comitiva si ferma e, mentre la moglie di Carnevale fa la predica, i becchini fanno una tirata alla fiasca. In Piazza, poi, si mette sopra un rialzo il defunto Carnevale e, tra il rumore dei tamburi, gli schiamazzi della moglie e l'eco della moltitudine danno fuoco a Carnevale, e, mentre Carnevale arde, si sente una batteria di castagnole. In ultimo, una bomba porta per aria la tea carnevalesca con tutto il cappello e chi non vuole ridere non ci si trovi. Per rappresentare Carnevale è, poi, più curioso vedere un uomo in carne ed ossa dentro una bara di morto, ed un finto prete presso la bara! Vedere anche una tinozza per acquasantiera e, per aspersorio, uno scopetto di saggina e poi le solite donne piangenti e tutti a gridare..."
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